Ufo alieni e documenti segreti

Fonte e Link:PlanetGames 80&90

Pubblicato il 05/giu/2012
ufo alieni e documenti segreti

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Ufo alieni e documenti segreti (Zecharia Sitchin)

Fonte e Link:PlanetGames 80&90

Pubblicato il 05/giu/2012

Chi è Zecharia Sitchin

Fonte e link: tratto da Wikipedia, l’enciclopedia libera.

Zecharia Sitchin (Baku, 11 luglio 1920[1]New York, 9 ottobre 2010) è stato uno scrittore azero naturalizzato statunitense. È stato autore di molti libri sulla cosiddetta archeologia misteriosa o pseudoarcheologia, e un sostenitore della “teoria dell’antico astronauta” come spiegazione dell’origine dell’uomo. Le controverse teorie di Sitchin, basate sulla sua personale interpretazione dei testi sumeri, sono considerate pseudoscienza dalla comunità scientifica.

Egli attribuisce la creazione dell’antica cultura dei Sumeri ad una presunta razza aliena, detta Elohim (in ebraico) o Anunnaki (in sumero), proveniente dal pianeta Nibiru, un ipotetico 12º pianeta del sistema solare dal periodo di rivoluzione di circa 3600 anni presente nella mitologia babilonese.

Sitchin afferma anche che in corrispondenza della fascia principale degli asteroidi del sistema solare si sarebbe trovato anticamente un pianeta che i Sumeri chiamavano Tiamat e i Babilonesi Marduk, che sarebbe previsto dalla Legge di Titius-Bode. Dalla disastrosa collisione tra Tiamat e Nibiru, narrata in forma epica nel poema sumero/babilinese Enuma Elish, sarebbe nata la Terra (in sumero, “Ki”), poi spinta nella sua orbita attuale da una successiva ulteriore perturbazione gravitazionale di Nibiru, e la attuale fascia degli asteroidi.

Il punto di vista di Sitchin non è supportato da alcuna prova scientifica, e la sua teoria personale non viene considerata attendibile per via dell’assenza di prove a sostegno, sia dal punto di vista linguistico che dal punto di vista astronomico.

Le teorie di Sitchin andrebbero secondo alcuni nella categoria del creazionismo non-religioso, ma lo stesso Sitchin riporta nei suoi testi nozioni di Evoluzione teistica, sebbene egli sostenga che l’uomo sarebbe a suo dire frutto di esperimenti di ibridazione genetica con specie terrestri condotti da alieni.

La collisione tra Tiamat e Nibiru spiegherebbe, secondo Sitchin, la disposizione delle terre emerse. La presenza di un grande oceano che occupa metà del globo terrestre (l’Oceano Pacifico) sarebbe, infatti, spiegata dal fatto che l’acqua del pianeta Tiamat (la “vergine delle acque”) si sarebbe concentrata in massima parte nella voragine dovuta alla collisione.

Biografia

Sitchin nacque a Baku, in Azerbaigian, nel 1920, e in seguito si trasferì in Palestina, dove avrebbe appreso il moderno e l’antico ebraico e altri linguaggi europei e semitici. Lì conobbe anche il Vecchio testamento e l’archeologia del vicino oriente.

Dopo essersi laureato in storia economica all’Università di Londra tornò in Israele, dove lavorò come giornalista e editore per poi trasferirsi a New York in cui visse fino alla morte avvenuta nel 2010.

I suoi libri sono stati tradotti in diverse lingue e convertiti anche in Braille per i non vedenti e trattati in radio e televisione.

Sitchin dichiarava che le sue ricerche coincidessero con molti testi biblici, i quali a loro volta, a suo dire, avrebbero tratto origine da scritti sumeri.

Le idee

Secondo l’interpretazione data da Sitchin della cosmologia sumera, il sistema solare avrebbe un decimo pianeta (in realtà Sitchin intitola il suo primo libro “Il dodicesimo pianeta” poiché il termine sumero e babilonese per “pianeta” è lo stesso che descrive tutti i corpi celesti – MUL -, e quindi contando anche il Sole e la Luna, il sistema solare sarebbe composto di 12 MUL), che seguendo un’orbita ellittica rientrerebbe nel centro sistema una volta ogni 3600 anni. Secondo Sitchin, questo ipotetico pianeta, chiamato “Nibiru“, nella mitologia babilonese sarebbe associato al dio Marduk, dal XVIII secolo a.C. divinità principale della terra di Babilonia.

Sitchin affermava che Nibiru avrebbe avuto un impatto catastrofico con un altro ipotetico pianeta, chiamato Tiamat e posto tra Marte e Giove. L’impatto avrebbe creato il pianeta Terra e la fascia degli asteroidi. Tiamat sarebbe stato dapprima colpito da una delle 7 lune di Nibiru, spezzandosi in due. Una di queste due porzioni sarebbe poi diventata la Terra e sarebbe stata spinta nell’attuale posizione da un altro impatto con una luna di Nibiru. In seguito l’altra metà, colpita da Nibiru stesso, avrebbe dato vita alla fascia degli asteroidi. I restanti detriti dell’impatto avrebbero dato origine alle comete.

Sitchin affermava che questa teoria spiegherebbe perché la geografia terrestre avrebbe la peculiarità di avere più continenti su un lato rispetto all’altro.

Secondo Sitchin, su Nibiru abitava una razza tecnologicamente avanzata e simile a quella umana, questi esseri erano chiamati Anunnaki dalla mitologia sumera e che compaiono nella Bibbia col nome di Nephilim ed Elohim. Secondo Sitchin sarebbero arrivati sulla terra 450.000 anni fa, alla ricerca di minerali e in particolare d’oro (che necessitavano per riparare la loro atmosfera rarefatta) e lo avrebbero trovato in Africa.

Gli Anunnaki avrebbero creato geneticamente l’Homo Sapiens incrociando la loro razza con l’Homo erectus, con lo scopo di avere della manodopera per prelevare metalli dalle miniere. Sotto la guida di questi esseri, secondo l’interpretazione che Sitchin dà dei testi sumerici, gli uomini avrebbero fondato la civiltà in Mesopotamia, in Egitto e in India, grazie ad una casta di regnanti che avrebbero fatto da intermediari tra gli alieni e gli schiavi.

Sitchin poi affermava che nel 2024 a.C. sarebbe scoppiata una guerra nucleare tra diverse fazioni di extraterrestri e che la ricaduta nucleare (fallout), sarebbe il “vento malvagio” che avrebbe distrutto non soltanto la città di Ur, secondo quanto sarebbe raccontato nel Lamento di Ur, ma avrebbe avuto ripercussioni su quasi tutta la Mesopotamia[2]. Sitchin sostiene che le sue ricerche spiegherebbero numerosi passi di testi biblici.

Un altro punto focale della teoria di Sitchin è il ruolo attribuito alle maggiori opere megalitiche sparse per il globo, che sarebbero state costruite dagli Anunnaki con varie funzioni, prevalentemente astronomiche, astrologiche e calendariali. Altri due siti, Machu Pichu e Bad-tibira, sarebbero stati centri di lavorazione dei metalli. Sitchin sostiene anche che le civiltà mesoamericana e sudamericana siano derivate da quella sumera e accadica, e che le due divinità principali messicane e peruviane, Quetzalcoatl e Viracocha fossero due Anunnaki (Ningishzida e Ishkur) trasferitisi con alcuni Sumeri e Africani nel nuovo continente.

Diversi altri Autori hanno teorizzato la presenza aliena nei testi sacri. Tra questi Erich von Däniken, Mauro Biglino, Mario Pincherle, Peter Kolosimo, Padre Barry Downing, Padre Enrique Lopez Guerrero, Claude Vorilhon, Corrado Malanga e Biagio Russo. In particolare il primo, uno dei principali sostenitori della Teoria degli antichi astronauti, traduce principalmente dal greco e dal latino.

La posizione della comunità scientifica

Quando Sitchin elaborò la propria teoria e pubblicò i primi testi, il Sumero era una lingua poco conosciuta. In seguito, grazie anche ad alcune pubblicazioni di massa come Sumerian Lexicon[3] si poté verificare la correttezza della traduzione di alcune singole parole e di alcune porzioni di testo, che risultano per lo più errate [4][5].

Lorenzo Verderame, docente di assiriologia dell’università di Roma “La Sapienza”, ha dichiarato in proposito:

« Nel mondo accademico non vi è alcuna considerazione dei lavori di Sitchin ed il suo nome, quale autore di opere pseudo-scientifiche, è pressoché sconosciuto. A prescindere dalla generale chiusura degli ambienti accademici, non esistono lavori di Sitchin che possano ritenersi scientifici, per varie ragioni. Sitchin, come altri autori del genere, costruisce le sue teorie sulla traduzione di passi e non sull’interpretazione del testo originale.[6] »

La visione di Sitchin della “collisione planetaria” sarebbe una rielaborazione superficiale di una teoria presa concretamente in considerazione in Astronomia, tuttavia ciò che prospetta Sitchin ne diverge sia nei dettagli che nei tempi.

Sitchin basava le proprie argomentazioni sulla sua personale interpretazione dei testi sumerici e sull’interpretazione del sigillo sumerico denominato “VA 243“. Questo antico popolo avrebbe avuto conoscenza di 10 pianeti, mentre in realtà essi ne conoscevano solo 6 (Mercurio, Venere, Terra, Marte, Giove, Saturno)[7]. Centinaia di sigilli e calendari sumerici sono stati decodificati e il numero di pianeti che ognuno di essi indica è di 5 (Terra esclusa). Sul sigillo VA 243 ci sono 12 puntini che Sitchin interpreta come pianeti. Una volta tradotto, sul sigillo VA 243 si legge Dio Ilat (o Ili-Ilat), (ecco) Dubsiga, il tuo servo. Per lo studioso Michael S. Heiser, il cosiddetto sole sul VA 243 non sarebbe un sole ma una stella, così anche i puntini rappresentano delle stelle [7][8]. Analoghe posizioni sono state espresse da Immanuel Velikovsky, Erich von Däniken, Alan F. Alford e Laurence Gardner

 

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