Universi Paralleli

Fonte e Link: http://www.curiosone.tv/universi-paralleli-esistono-55475/

Hugh-Everett-1Che cosa si intende per “universi paralleli”? Sono degli ipotetici universi o delle ipotetiche dimensioni, realtà alternative, che secondo alcune teorie potrebbero coesistere con il nostro mondo nonostante ne siano distinte e separate. Se davvero ciò fosse vero, l’insieme di tutti gli universi paralleli viene chiamato “multiverso”. Uno dei primi ad aver elaborato una teoria simile fu Hugh Everett III, più di cinquant’anni fa.

Nonostante la sua teoria avesse dei fondamenti, come al solito si sollevò un’onda di scetticismo e di indifferenza da parte di altri scienziati, ragione per cui il fisico statunitense decise di lasciare l’università e di dedicarsi alla ricerca applicata per il Pentagono.

La teoria di Everett

I “molti mondi” di Everett, anche se molti di voi non li avranno mai sentiti nominare, ce li siamo portati dietro fino ad oggi, e come sostenuto da lui, in ogni momento gli effetti quantistici sono in grado di generare delle ramificazioni dell’universo, ognuna delle quali è caratterizzata da un differente svolgimento degli eventi. In poche parole, in questo momento un altro voi potrebbe trovarsi in un altro mondo ed essere diventato milionario!

I fisici degli anni ’90 respinsero la teoria, così lui fu costretto ad abbreviare la sua tesi di dottorato in modo da farla apparire meno controversa. In effetti, si tratta di una teoria alquanto bizzarra, secondo la quale le guerre che si sono combattute nell’ultimo secolo, ad esempio, avrebbero potuto avere degli esiti diversi da quelli che conosciamo, o che specie animali ora estinte si sarebbero potute salvare e adattare ad altri habitat, o addirittura, nella peggiore delle ipotesi, la specie umana potrebbe essersi già estinta!

La fisica quantistica è molto difficile da capire, ma una cosa è certa: alla base della teoria di Everett c’è il fatto che la materia quantistica si comporta in un modo molto anomalo. Egli era d’accordo con quanto suggerito precedentemente dal noto fisico Niels Bohr sul mondo quantistico, ma si trovava in disaccordo con questi sull’aspetto vitale, e come già detto riteneva dunque che l’universo si potesse “spaccare” in più parti continuamente, dividersi ininterrottamente riproducendo universi identici ma dove la vita si potrebbe essere poi evoluta in modi diversi.

Scoperte recenti

Un fisico americano di nome Brian Greene, insegnante universitario alla Columbia University di New York, ha recentemente ripreso la teoria degli universi paralleli, affermando che il nostro potrebbe essere solo uno fra tanti. Greene, con il suo libro “La realtà nascosta”, si è aggiudicato il premio letterario Merck. In esso, egli parla di almeno 9 multiversi, ovvero universi paralleli.

Prendendo in considerazione una certa teoria della fisica, si può arrivare a un tipo di multiverso: ce ne sono diversi, tra cui l’inflazionario, il ciclico, il quantistico e tanti altri ancora. Potrebbero dunque essere universi identici tra loro, o come bolle in una enorme vasca da bagno, o come buchi nel groviera, separati solo da uno strato di formaggio. L’idea del multiverso, secondo Greene, deve essere considerata seriamente.

La sonda Planck e la prova dell’esistenza di universi paralleli

Non ve l’aspettavate, non è vero? È proprio così: nel 2013 sembra che l’esistenza di universi paralleli possa essere provata. A dimostrarne l’esistenza è stata la sonda Planck, la sonda dell’Agenzia Spaziale Europea: sono state riportate diverse anomalie nei dati raccolti da Planck, le quali secondo i cosmologi sarebbero causate dall’attrazione gravitazionale esercitata da altri universi al di fuori del nostro.

Analizzando tali dati, viene fuori che il nostro universo potrebbe essere solo uno tra miliardi di tanti altri universi, o addirittura di infiniti universi, che per la precisione, se tutto ciò fosse confermato, andrebbero chiamati “multiversi”. L’astrofisica, dopo tali risultati, potrebbe uscirne sconvolta, tant’è che la precisione della mappa fornita dalla sonda è così accurata da svelare delle caratteristiche inspiegabili, con le attuali conoscenze della fisica: solo con l’elaborazione di una nuova fisica, potrebbero essere comprese.

 

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