Rebus intervista a Fortunato Zanfretta part.1/8

“Rebus, questioni di conoscenza” dedicata al sessantennale dal primo avvistamento Ufo. La trasmissione è condotta da Maurizio Decollanz e in studio, ospiti, ci sono Marco Morocutti, esperto Ufo del Cicap, Maurizio Baiata, direttore della rivista Area51, Rino Di Stefano, autore del libro “Il caso Zanfretta”, e, in collegamento, Pier Fortunato Zanftetta, l’uomo che sostiene di essere stato rapito dagli alieni 11 volte. In questa ultima parte della trasmissione, andata in onda il 21 giugno 2007 su Odeon (visibile anche al link http://archivio.odeontv.net/rebus_arc… Zanfretta accetta di filmare la scatola che gli alieni gli avrebbero consegnato sotto la supervisione di Rebus. L’operazione verrà condotta da Rebus alla ripresa delle sue trasmissioni nel novembre 2007

Da Wikipedia

Pier Fortunato Zanfretta (Nova Milanese, 28 dicembre 1952) deve la sua notorietà al fatto di sostenere di avere vissuto, tra il 1978 e il 1981, undici episodi di incontro ravvicinato del terzo e quarto tipo (IR3/4) con esseri alieni[1].

Zanfretta descrive questi alieni come di pelle grigia e increspata, alti quasi tre metri, grandi punte sulla testa e occhi triangolari gialli; egli dichiara che proverrebbero dalla “terza galassia”. Gli alieni sarebbero chiamati “Dargos“.

All’epoca Zanfretta era metronotte[2] presso la cooperativa Istituto Val Bisagno di Genova, e i presunti incontri ravvicinati sarebbero avvenuti proprio durante i pattugliamenti che egli svolgeva per lavoro nella città e provincia.

La storia di Zanfretta, come quella di altri contattisti, risulta a tutt’oggi non verificabile.

Le dichiarazioni dei testimoni

Alcuni testimoni, tra cui diversi colleghi di Zanfretta, nonché numerosi residenti dei comuni di Torriglia e Propata (GE), teatro di alcuni degli eventi, dichiararono di aver assistito a strani episodi (ad esempio avvistamenti di «oggetti volanti molto grossi e luminosi»[3]) correlati ai presunti rapimenti e ne informarono i Carabinieri.

Il brigadiere Antonio Nucchi raccolse 52 di queste testimonianze; egli stesso sarà testimone di un avvistamento UFO[4]. Il maresciallo Carlo Toccalino, che la notte tra il 6 e 7 dicembre 1978 era di turno al centralino della cooperativa di guardianaggio, disse in un’intervista che poco prima del primo presunto incontro, avvenuto intorno alle 24, Zanfretta aveva chiesto aiuto ai suoi colleghi via radio esclamando: “Mamma mia quanto è brutto! Non sono uomini, non sono uomini!“. Proprio in quelle ore, alcuni abitanti della vicina Torriglia avrebbero visto un forte bagliore in direzione del luogo ove si trovava Zanfretta.

Allarmati dall’interruzione del contatto radio, i colleghi Walter Lauria e Raimondo Mascia si misero alla ricerca di Zanfretta: lo trovarono all’una: affermarono che il suo corpo era molto caldo nonostante il freddo di quella notte. Zanfretta era in stato confusionale e febbricitante. Quando si riprese, disse che era stato terrorizzato da “degli extraterrestri dalle sembianze mostruose“. Le guardie giurate informarono il comando dei Carabinieri, il quale, poi, inoltrò al ministero dell’Interno verbali nei quali veniva definito “buono” il grado di attendibilità delle testimonianze.

Durante il sopralluogo effettuato sul posto all’indomani si sarebbero rilevate sul terreno due impronte a ferro di cavallo aventi un diametro di circa tre metri. Lo spessore era di circa 15 cm e pareva suggerire che qualcosa si fosse posato sul prato. In seguito fu compilato il “Rapporto informativo circa l’avvistamento di oggetti volanti non identificati (Ovni) ed umanoidi da parte di Zanfretta Fortunato”; esso sarà inviato alla Pretura di Genova dal brigadiere Nucchi il 3 gennaio 1979, ed il giudice Russo ne disporrà l’archiviazione l’11 gennaio 1980 per “mancanza di estremi di reato”. Sotto ipnosi, Zanfretta racconterà che, prima di essere ritrovato, avrebbe subito esami clinici invasivi a bordo di un UFO. Riferirà, inoltre, che i presunti alieni avrebbero manifestato il proposito di trasferirsi sulla Terra in futuro.

Un altro strano episodio si sarebbe verificato nella notte tra il 2 e il 3 dicembre 1979, quando Zanfretta scomparve nuovamente. La sua auto fu rinvenuta, senza di lui, di nuovo vicino a Torriglia. Questa volta fu però osservata una nuvola nel cui interno si sarebbero accesi due fari; il tenente Cassiba affermò di aver sparato alcuni colpi contro tale nuvola, al che essa sarebbe sparita. Poco dopo Zanfretta fu trovato nei pressi della macchina.

Infine, in coincidenza del quarto presunto Incontro Ravvicinato, avvenuto in Corso Europa, a Genova, i residenti segnalarono un black-out circoscritto.

La testimonianza di Zanfretta stesso

Zanfretta afferma di aver ricevuto dai presunti esseri una sfera (inizialmente destinata all’ufologo Josef Allen Hynek) trasparente contenente un tetraedro dorato che ruoterebbe in sospensione.

L’esistenza della sfera non è mai stata provata. Zanfretta afferma di averla nascosta in un luogo noto solamente a lui, ed eventuali altri individui che si avvicinassero, sostiene il metronotte, verrebbero fulminati dalla sfera stessa, sorte che sarebbe capitata ad una lepre avvicinatasi casualmente; Zanfretta racconta di sentirsi psichicamente forzato a recarvisi almeno due volte al mese, pur ignorando il motivo di tali visite.

Egli afferma di aver provato a fotografare la sfera, ottenendo, dopo lo sviluppo, solo l’immagine di cinque punti luminosi.

Il metronotte afferma che i presunti esseri non lo reincontreranno prima del 2010.

I pareri contrastanti degli esperti

Gli psicanalisti Mauro Moretti e Cesare Musatti, che sottoposero Zanfretta a sedute di ipnosi regressiva, affermarono che le dichiarazioni circa tali eventi paranormali rese durante lo stato ipnotico sarebbero fatte in buona fede. Tuttavia, il loro collega Marco Marchesan precisò che queste dichiarazioni potrebbero comunque non corrispondere alla realtà. Inoltre, Roberto Pinotti ed Enrico Baccarini del Centro Ufologico Nazionale (CUN), pur ritenendo importante il “caso Zanfretta”, scrissero su UFO Notiziario che l’ipnosi sarebbe stata inquinata irrimediabilmente dall’intrusione di un inquirente (Luciano Boccone).

Inoltre, l’ipnosi regressiva è considerata in genere un metodo assai inaffidabile, dato che è facile per lo sperimentatore “imbeccare” il paziente e instillargli dei finti ricordi. Questo tipo di tecnica infatti oggi non è più ammessa nei tribunali.

Durante una trasmissione su un’emittente locale, un esponente del Centro Italiano Studi Ufologici ha dichiarato che il caso Zanfretta sarebbe un falso acclarato, in quanto i primi disegni degli alieni fatti dal metronotte, disegni dei quali sarebbe in possesso, sarebbero diversi da quelli attuali: Moretti e Musatti affermarono però che i disegni in stato di veglia sarebbero molto meno precisi di quelli effettuati sotto ipnosi.

Eco della vicenda sui media

La storia di Zanfretta ebbe una notevole eco nei giornali del tempo e il metronotte fu anche ospite di Enzo Tortora a Portobello.

La storia di Zanfretta ha ispirato, nel 1984, un libro giunto oggi alla sua quarta edizione, a firma del giornalista Rino Di Stefano, che può essere considerato “il padre del caso Zanfretta”. Nello stesso anno RaiTre ne trasse uno sceneggiato-inchiesta intitolato UFO a Genova? Gli incontri ravvicinati di Piero Zanfretta, in due puntate di grande successo, proposto e realizzato dal regista televisivo Bruno Ferracciolo.

Parecchio tempo dopo, nel 2001, se ne parlò ancora nel film fantascentifico InvaXön – Alieni in Liguria di Massimo Morini (leader dei Buio Pesto), con la direzione scientifica dell’astronauta Franco Malerba. Nel film, che narra di un ipotetico tentativo di invasione della Liguria da parte dei Dargos, Zanfretta ha impersonato sé stesso e gli incassi della vendita dei diritti della pellicola sono stati devoluti all’Associazione Sindrome dell’X Fragile.

Zanfretta dichiara che non ha mai tratto alcun profitto da iniziative editoriali e giornalistiche derivate dalle sue presunte esperienze.

Per contro, esse gli causarono la sospensione del porto d’armi, con ricadute sulla sua posizione lavorativa, essendo egli all’epoca guardia giurata. Zanfretta afferma inoltre che il racconto di quegli eventi provocò reiterati ed umilianti episodi di derisione nei suoi confronti sia da parte di privati (afferma in un’intervista: «Gente sconosciuta mi telefona a casa a tutte le ore per prendermi in giro. Io non lo so che cosa fosse quello che ho visto, però l’ho visto. Non sono un bugiardo.») che da parte di alcuni giornalisti (si sentì piuttosto deriso da Tortora quando fu invitato nella trasmissione “Portobello”).

Nel 2002 è stato ospite del Maurizio Costanzo Show su Canale 5, e successivamente nel 2007 è stato ospite de Il bivio condotto da Enrico Ruggeri su Italia 1.

Il 16 novembre 2007, nel corso di una puntata della trasmissione “Rebus, questioni di conoscenza” sulla rete satellitare Odeon Tv, condotta da Maurizio Decollanz, presenti in studio il giornalista Rino Di Stefano, Maurizio Baiata (direttore del mensile “AREA 51”) e Marco Morocutti (progettista elettronico e membro del CICAP – Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sul Paranormale), Zanfretta ha mostrato foto e video recentemente realizzati con la tecnica del digitale alla “sfera” di cui i presunti alieni gli avrebbero fatto dono. Ancora una volta, tuttavia, né le immagini fotografiche né quelle video hanno potuto provare alcunché dal momento che sono risultate completamente scure.

Il 15 e 16 ottobre 2008 è stato ospite della trasmissione in onda su RaiDueRicomincio da qui“, (condotta da Alda D’Eusanio), dichiarando che a partire da gennaio fino a luglio 2008 si sono accese in sequenza (una al mese fino a giugno, cinque a luglio) 11 iscrizioni su 12 disponibili al di sotto della sfera, e che da agosto 2008 non riesce più ad accedere al luogo in cui custodisce la scatola con all’interno la sfera.

NOSTRO COMMENTO: OGNUNO E’ LIBERO DI CREDERE O NON CREDERE

Annunci